W l’Italia Ho riflettuto molto sul senso dell’articolo di questo mese, se dedicarlo interamente alla tragedia abruzzese ed alle persone che hanno perso i loro affetti, le loro case i loro averi, o se far mio il motto “show must go on” (lo spettacolo deve continuare) e scrivere il consueto articolo non tenendo conto di quanto accaduto. Ho deciso di dedicare le prime righe alla gente abruzzese, al popolo aquilano, a quelli che non ce l hanno fatta, a quelli che sono sopravvissuti, a tutti quelli che hanno sofferto, ai soccorritori che rischiano la vita per salvare qualche povera persona rimasta sotto le macerie. Ho un amico che ha perso la casa, fortunatamente lui e la sua famiglia sono salvi, ma la tragedia ha dei contorni immensi. Ci sono tantissime proposte, tantissime forze che si sono messe in campo per salvare, per ricostruire, per darsi da fare, per aiutare, è quella parolina magica chiamata Solidarietà con la esse maiuscola, noi come partito abbiamo fatto la nostra piccolissima e umilissima parte, nel tentare di dare supporto ai terremotati, va detto ad onor del vero che non c’è politico e non c’è partito che non si sia comportato nel modo migliore nei confronti della tragedia, nessuna polemica, interventi puntuali, tutto il possibile è stato fatto da tutti. Ha trionfato l’amore per le nostre terre contro le sterili ed inutili polemiche politiche. Diciamoci la verità è questa l’Italia che mi piace, è l’Italia di chi si sacrifica contro le disgrazie, è il paese di chi soffre per ricostruire, di chi rischia la vita per salvare qualcuno che nemmeno conosce. Una volta tanto ci si può sentire onorati di essere Italiani. Voglio, nel pieno rispetto di chi soffre, parlare delle cose di quartiere, delle cose semplici, di quello che ci sta vicino,per questo il seguito dell’articolo tratterà i “soliti” argomenti.A Roma c’è spesso l’usanza di chiamare le strade con un altro nome, è il caso di Via Condotti che in realtà si chiama Via dei Condotti, solo che quel “dei” a Roma non lo pronuncia nessuno fatta eccezione per gli stranieri. All’Infernetto c’è il viale di Castel Porziano, comunemente denominato Viale dei Pini. Il nome deriva ovviamente dagli alberi che sorgono ai lati della sede stradale. Nel 2001 erano 848 pini (li contammo in occasione dello scudetto della Roma per poter mettere quei festoni gialli e rossi) ad oggi 4 alberi son caduti e numerosi li hanno tagliati. In particolare nel punto centrale della strada nei giorni scorsi hanno abbattuto circa venti pini… l’assessore municipale competente mi dice che si tratta di alberi malati, io spero che sia vero, perché se non fosse, sarebbe una cosa gravissima. Adesso la strada sarebbe opportuno chiamarla “Via dei Pini tagliati”, e lo spettacolo è davvero raccapricciante. Non sembra nemmeno di essere all’Infernetto.